LibrInTerra aggiorna il suo aspetto e per il 2012 apre una nuova pagina dedicata ai Remainders. Il nostro intento è quello di segnalare libri, ormai usciti qualche anno fa, ma che rischierebbero di passare inosservati, travolti dalle ultime uscite, magari degli stessi autori. Una sorta di nostra personale di back list, sperando così di poter dare ai libri una nuova vita.
Cominciamo con uno straordinario romanzo di Thrity Umrigar, Bombay Time,
uscito per i tipi de Il Saggiatore e tradotto da Monica Pavani.
Un
matrimonio, Bombay e la storia di Wadia Burg. Un condominio, che è
molto di più di una serie di appartamenti, pare essere una sorta di
famiglia allargata in cui ogni condomino custodisce gelosamente la
propria storia, ma che inevitabilmente si intreccia con quella degli
altri. Così quando Mehernosh Kanga decide di tornare a Bombay per fare
l'avvocato con il padre, e decide di sposarsi, ecco che il suo
matrimonio diventa un'occasione per rivedere tutti coloro che hanno
costruito Wadia Burg, coloro che sono stati la rete di sostegno e di
amicizia per i propri genitori. Ma Thrity Umrigar fa anche di più, ogni
personaggio abilmente incastonato nel racconto, vive il presente, ma
impercettibilmente resta ancorato al suo passato. E il momento in cui
tutti seduti ai tavoli, si scambiano occhiate e chiacchiere, riconduce
al passato, alla riflessione di un momento ormai trascorso, sfuggito
dalle mani e che sembra non poter tornare, come fosse troppo tardi per
cambiare il proprio presente. Il matrimonio riserva sorprese per gli
invitati, per gli sposi e per chi fuori dal salone delle feste, non
riesce a sopire la propria rabbia e scaglia contro la ricchezza, la
propria misera esistenza. Così il volto di Bombay, lasciato in disparte,
ma che fa da sfondo, consuma la storia fino a rendere la propria sagoma
ingombrante e un poco oscura, diventa il vero protagonista, quasi a
voler indicare al lettore, l'impossibilità di mettere a tacere il dolore
e la sofferenza della gente comune che popola le sue strade. Ma Bombay è
la città che detta il ritmo al racconto, quella città che Thrity
Umrigar ha scelto e che ha dato il proprio aspetto ai condomini di Wadia
Burg, dall'anziana vedova che vive delle vite altrui e dispensa
pettegolezzi come fossero caramelle, all'uomo di successo costretto a
vivere distante dai propri desideri e dai propri sogni, con una figlia
lontana e una moglie ormai divenuta una sconosciuta. Come un album di
fotografie, Thrity Umrigar, getta sotto i riflettori la semplice
esistenza di un gruppo di amici, vicini e distanti, animati dai
sentimenti umani, rabbiosi e appassionati e con un velo di pacatezza che
l'età ha calato su ognuno di loro. Uno spaccato di vita, Thrity
Umrigar, ha saputo cogliere come l'essere umano sia, in fondo, un
personale crocevia di racconti.
Vi suggeriamo di leggere anche la recensione de Il prezzo del paradiso della Umrigar e l'intervista che abbiamo realizzato con l'autrice originaria di Bombay.
Bombay Time, Thrity Umrigar, Il Saggiatore, traduzione di Monica Pavani. Recensione a cura di Paola Zoppi

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